[013]E così stando, essendo Rustico più che mai nel suo
disidéro acceso per lo vederla così bella, venne la
resurrezion della
carne, la quale riguardando Alibech e maravigliatasi, disse:
"Rustico, quella che cosa è, che io ti veggio, che così si
pigne in
fuori, e non l' ho io?"
[014]
"O figliuola mia," disse Rustico, "questo
è
il Diavolo, di che io t' ho parlato: e vedi tu? ora egli mi dà
grandissima
molestia, tanta che io appena la posso sofferire."
[015]
Allora disse la
giovane: "Oh lodato sia Iddio, chè io veggio che io sto meglio
che non stai tu, chè io non ho cotesto Diavolo io."
[016]
Disse Rustico:
"Tu di' vero, ma tu hai un' altra cosa che non la ho io, et
háila in iscambio di questo."
[017]
Disse Alibech: "O che?"
[018]
A cui
Rustico disse: "Hai il ninferno; e dicoti che io mi credo che
Iddio t' abbia qui mandata per la salute della anima mia, per ciò
che se questo Diavolo pur mi darà questa noja, ove tu vogli aver di
me tanta pietà, e sofferire che io in inferno il rimetta, tu mi darai
grandissima consolazione, et a Dio farai grandissimo piacere e
servigio, se tu per quello fare in queste parti venuta se', che tu di'."
[019]
La giovane di buona fede rispose: "O padre mio, poscia che ho
il ninferno, sia pure quando vi piacerà."
[020]
Disse allora Rustico:
"Figliuola mia, benedetta sia tu; andiamo dunque, e rimettiámlovi
sì che egli poscia mi lasci stare."
[021]
E così detto, menata la
giovane sopra uno de' loro letticelli, le 'nsegnò come star si dovesse a
dovere
incarcerare quel maledetto da Dio.
[022]
La giovane, che mai più non
aveva in inferno messo diavolo alcuno, per la prima volta sentì un
poco di noja, per che ella disse a Rustico: "Per certo, padre mio,
mala cosa dee essere questo Diavolo, e veramente nimico di Dio, chè
ancora al ninferno, non che altrui, duole quando egli v' è dentro
rimesso."
[023]
Disse Rustico: "Figliuola, egli non avverrà sempre
così."
[024]
E per fare che questo non avvenisse, da sei volte, anzi che di su il
letticel si movessero, ve 'l rimisero, tanto che per quella volta gli
trasser sì la superbia del capo, che egli si stette volentieri in
pace.
[025]
Ma, ritornatagli poi nel seguente tempo più volte, e la giovane
ubbidiente
sempre a trargliele si disponesse, avvenne che il giuoco le cominciò
a piacere, e cominciò a dire a Rustico: "Ben veggio che il ver
dicevano que' valentuomini in Capsa, che il servire a Dio era così
dolce cosa: e per certo io non mi ricordo che mai alcuna altra ne
facessi, che di tanto diletto e piacer mi fosse, quanto è il
rimettere il
Diavolo in inferno; e per ciò io giudico ogn' altra persona, che ad
altro che a servire a Dio attende, essere una bestia."
[026]
Per la qual
cosa essa spesse volte andava a Rustico, e gli dicea: "Padre mio,
io son qui venuta per servire a Dio e non per istare oziosa; andiamo
a rimettere il Diavolo in inferno."
[027]
La qual cosa faccendo, diceva
ella alcuna volta: "Rustico, io non so perchè il Diavolo si fugga
di
ninferno; chè s' egli vi stesse così volentieri come il
ninferno il
riceve e tiene, egli non se ne uscirebbe mai."
[028]
Così adunque
invitando
spesso la giovane Rustico, et al servigio di Dio confortandolo sì la
bambagia del farsetto tratta gli avea, che egli a tal ora sentiva freddo
che un altro sarebbe sudato; e per ciò egli incominciò a dire
alla
giovane che il Diavolo non era da gastigare nè da rimettere in
inferno,
se non quando egli per superbia levasse il capo; e "noi per grazia di
Dio l'abbiamo sì sgannato, che egli priega Iddio di starsi in
pace": e
così alquanto impose di silenzio alla giovane.
[029]
La qual, poi che vide
Rustico non la richiedeva a dovere il Diavolo rimettere in inferno,
gli disse un giorno: "Rustico, se il Diavolo tuo è gastigato e
più non ti dà noja, me il mio ninferno non lascia stare: per
che
tu farai bene che tu col tuo Diavolo ajuti attutare la rabbia al
mio ninferno, com' io col mio ninferno ho ajutato a trarre la
superbia al tuo Diavolo."
[030]
Rustico, che di radici d' erba e d' acqua
vivea, poteva male rispondere alle poste; e dissele che troppi diavoli
vorrebbono essere a potere il ninferno attutare, ma che egli ne
farebbe ciò che per lui si potesse; c così alcuna volta le
sodisfaceva,
ma sì era di rado che altro non era che gittare una fava in bocca al
leone: di che la giovane, non parendole tanto servire a Dio quanto
voleva, mormorava anzi che no.
[031]
However, the case standing thus
(deficiency of power against superfluity of desire) between Rustico's
Devil and Alibech's hell, it chanced that a fire broke out in Capsa,
whereby the house of Alibech's father was burned, and he and all
his sons and the rest of his household perished; so that Alibech was
left sole heiress of all his estate.
[032]
And a young gallant, Neerbale by
name, who by reckless munificence had wasted all his substance,
having discovered that she was alive, addressed himself to the pursuit
of her, and, having found her in time to prevent the confiscation of
her father's estate as an escheat for failure of heirs, took her, much to
Rustico's relief and against her own will, back to Capsa, and made
her his wife, and shared with her her vast patrimony.
[033]
But before
he had lain with her, she was questioned by the ladies of the manner
in which she had served God in the desert; whereto she answered,
that she had been wont to serve Him by putting the Devil in hell,
and that Neerbale had committed a great sin, when he took her out
of such service.
[034]
The ladies being curious to know how the Devil
was put in hell, the girl satisfied them, partly by words, partly by
signs. Whereat they laughed exorbitantly (and still laugh) and said
to her: "Be not down-hearted, daughter; 'tis done here too;
Neerbale will know well how to serve God with you in that way."
[035]
And so the story passing from mouth to mouth throughout the city,
it came at last to be a common proverb, that the most acceptable
service that can be rendered to God is to put the Devil in hell;
which proverb, having travelled hither across the sea, is still current.
Wherefore, young ladies, you that have need of the grace of God,
see to it that you learn how to put the Devil in hell, because 'tis
mightily pleasing to God, and of great solace to both the parties,
and much good may thereby be engendered and ensue.