[004]Fu dunque, o care giovani, non è ancora gran tempo, nella
nostra città un frate minore
inquisitore della eretica pravità, il quale, come che molto s'ingegnasse di parer santo e tenero amatore della cristiana fede, sí come tutti fanno, era non meno buono investigatore di chi piena aveva la borsa che di chi di scemo nella fede sentisse.
[005]
Per la quale sollecitudine per avventura gli venne trovato un buono
uomo, assai piú ricco di denar che di senno, al quale, non già per difetto di fede ma semplicemente parlando forse da vino o da soperchia letizia riscaldato, era venuto detto un dí a una sua brigata sé avere un vino sí buono che ne berebbe Cristo.
[006]
Il che essendo allo
'nquisitor rapportato, e egli sentendo che gli suoi poderi eran grandi e ben tirata la borsa,
cum gladiis et fustibus
impetuosissimamente corse a formargli un processo gravissimo addosso, avvisando non di ciò alleviamento di miscredenza nello inquisito ma empimento di fiorini della sua mano ne dovesse procedere, come fece.
[007]
E fattolo richiedere, lui domandò se vero fosse ciò che contro di lui era stato detto. Il buono
uomo rispose del sí e dissegli il modo.