[067]
Fatta adunque la concession dal soldano a
Sicurano, esso, piagnendo e inginocchion dinanzi al soldano gittatosi, quasi a un'ora la maschil voce e il piú non volere maschio parere si partí, e disse:
[068]
"Signor mio, io sono la misera sventurata
Zinevra, sei anni andata tapinando in forma d'uom per lo mondo, da questo traditor d'
Ambruogiuol falsamente e reamente vituperata, e da questo crudele e iniquo uomo data a uccidere a un suo
fante e a mangiare a' lupi".
[069]E stracciando i panni dinanzi e mostrando il petto, sé esser femina e al soldano e a ciascuno altro fece palese, rivolgendosi poi a
Ambruogiuolo ingiuriosamente domandandolo quando mai, secondo che egli avanti si vantava, con lei giaciuto fosse; il quale, già riconoscendola e per vergogna quasi mutolo divenuto, niente dicea.