[023]
Come il
Zima in persona della donna ebbe cosí parlato, egli incominciò per sé a parlare e cosí rispose:
"Carissima donna, egli è per soverchia letizia della vostra buona risposta sí ogni mia virtú occupata, che appena posso a rendervi debite grazie formar la risposta; e se io pur potessi, come io disidero, favellare, niun termine è sí lungo che mi bastasse a pienamente potervi ringraziare come io vorrei e come a me di far si conviene; e per ciò nella vostra discreta considerazion si rimanga a conoscer quello che io disiderando fornir con parole non posso.
[024]Soltanto vi dico che, come imposto m'avete, cosí penserò di far senza fallo; e allora forse piú rassicurato di tanto dono quanto conceduto m'avete, m'ingegnerò a mio potere di rendervi grazie quali per me si potranno maggiori. Or qui non resta a dire al presente altro; e però, carissima mia donna, Dio vi dea quella allegrezza e quel bene che voi disiderate il maggiore, e a Dio v'accomando."